Accesso atti amministrativi

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FONDAZIONE
CENTRO DIURNO INTEGRATO
SERAFINO CUNI
Piazza Europa2
Villa di Serio
REGOLAMENTO DI ACCESSO ALLA DOCUMENTAZIONE
(ai sensi della L. 241/90 e s.m.i., DPR 184/06 e D.Lgs. 196/03)
ADOTTATO NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 13 SETTEMBRE 2013


SOMMARIO
ART. 1 Normativa di riferimento
ART. 2 Legittimazione sostanziale
ART. 3 Accesso alla documentazione amministrativa
ART. 4 Modalità di esercizio del diritto di accesso
ART. 5 Rappresentanza
ART. 6 Accesso informale
ART. 7 Accesso formale
ART. 8 Notifica ai controinteressati
ART. 9 Accoglimento della richiesta
ART. 10 Preavviso di rigetto
ART. 11 Non accoglimento della richiesta
ART.12 Cause di esclusione
ART 13 Accesso a dati sensibili e giudiziari
ART.14 Accesso a dati supersensibili
ART.15 Accesso alle cartelle cliniche
ART. 16 Accesso ai documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici
ART.17 Norme di rinvio
ALLEGATO MOD. RICHIESTA ACCESSO
ART. 1
(normativa di riferimento)
Il presente regolamento disciplina l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in
conformità agli artt.22 e seguenti della L. 241/90 e successive modifiche e integrazioni.
ART. 2
(legittimazione sostanziale)
Il diritto di accesso è riconosciuto a tutti i soggetti interessati e cioè a tutti i soggetti, pubblici e
privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto,
concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente rilevante e collegata al
documento per il quale è chiesto l’accesso.
ART. 3
(accesso alla documentazione amministrativa)
Tutti i documenti amministrativi detenuti dalla Fondazione Centro Diurno Integrato Serafino Cuni
(di seguito chiamata Fondazione) sono accessibili, fatti salvi i casi di esclusione specificati nel
presente regolamento. Non sono accessibili le informazioni in possesso della fondazione che non
abbiano la forma di documento amministrativo, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 7 del
D.Lgs. 196/03 (Codice privacy) in materia di diritto di accesso ai propri dati personali.
E’ considerato documento amministrativo, ai sensi dell’art. 22 L. 241/90 e s.m.i., ogni
rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del
contenuto di atti, anche interni e non, relativi ad uno specifico procedimento, detenuti dall’Azienda
e concernenti attività di pubblico interesse indipendentemente dalla natura pubblicistica o
privatistica della loro disciplina sostanziale.
Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando l’Azienda ha l’obbligo di detenere i documenti
amministrativi ai quali si chiede di accedere.
ART. 4
(modalità di esercizio del diritto di accesso)
Il diritto di accesso si esercita, ai sensi dell’art. 25 della L. 241/90 e s.m.i., mediante esame e/o
estrazione di copia, previa richiesta motivata e presentata direttamente alla Fondazione , o spedita a
mezzo del servizio postale. La richiesta può essere formulata anche a mezzo fax o in via telematica,
secondo le modalità contenute nel DPR 445/00 e s.m.i., nel DPR 68/05 e D.Lgs. 82/05.
L’interessato deve ad ogni modo indicare gli estremi del documento cui intende accedere, ovvero
gli elementi che ne consentano agevolmente l’individuazione.
E’ comunque inammissibile la richiesta di accesso generica preordinata a svolgere un controllo
generalizzato sull’operato dell’Azienda (cd. “accesso esplorativo”).
Il richiedente, all'atto della presentazione dell'istanza, deve produrre copia fotostatica di un
documento di identità (art. 38 DPR 445/2000).
ART. 5
(rappresentanza)
I tutori, i curatori, gli amministratori di sostegno e, più in generale, coloro i quali inoltrano la
richiesta in rappresentanza di persone fisiche, giuridiche o di enti, devono produrre, oltre al
documento di identificazione personale, idoneo titolo che attesti tale qualità.
Nel caso di rappresentanza di persone fisiche (fatta eccezione per i casi di rappresentanza legale
sopra indicati) il titolo di cui sopra consisterà in un atto di delega sottoscritto dall'interessato ed
accompagnato dalla fotocopia del documento di identità del delegante.
ART. 6
(accesso informale)
Qualora in base alla natura del documento richiesto non risulti l’esistenza di controinteressati (cfr.
art. 8), il diritto di accesso può essere esercitato in via informale, mediante richiesta, anche verbale,
specificando e comprovando l’interesse connesso all’oggetto della richiesta e dimostrando la
propria identità ovvero i propri poteri di rappresentanza del soggetto interessato.
In questo caso la richiesta è esaminata immediatamente e senza formalità.
La Fondazione tiene comunque riscontro delle richieste di accesso informale presentate, nonché
dell’esito delle stesse.
ART. 7
(accesso formale)
Qualora invece, in base al contenuto del documento richiesto, sorgano dubbi sull'accessibilità del
documento, sulla presenza di controinteressati, o sulla legittimazione del richiedente, sulla sua
identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse in relazione alle informazioni
ed alla documentazione , la Fondazione invita l’interessato a presentare una istanza per richiesta
formale, di cui rilascia ricevuta.
In tale caso la richiesta di accesso sarà autorizzata o motivatamente respinta, nel termine di 30
giorni dalla data di ricezione dell’istanza, da parte del responsabile della Fondazione.
Ove la richiesta sia irregolare o incompleta, la Fondazione, entro 10 giorni, ne dà comunicazione al
richiedente con raccomandata con avviso di ricevimento o con altro mezzo idoneo a comprovarne la
ricezione. In tale caso il termine viene interrotto fino alla presentazione di una richiesta corretta.
Quest’ultima dovrà pervenire nel termine di 30 giorni, trascorsi i quali l’istanza si intenderà
abbandonata. In caso di integrazione tardiva dovrà essere ripresentata una nuova richiesta di
accesso.
ART. 8
(notifica ai controinteressati)
Nel caso in cui il documento richiesto contenga informazioni riferite a soggetti terzi, identificati o
facilmente identificabili, che dall’esercizio del diritto di accesso vedrebbero compromesso il proprio
diritto alla riservatezza, l’Azienda è tenuta a fornire loro (qualora facilmente reperibili) notizia della
richiesta mediante invio di copia dell'istanza a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento,o
per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione. L’Azienda fisserà
ai controinteressati un termine (pari a giorni 10 dalla ricezione della comunicazione) per la
presentazione anche per via telematica di osservazioni e memorie per l’eventuale opposizione. .
Il Responsabile della Fondazione valuta la fondatezza della richiesta di accesso e delle osservazioni
dei controinteressati accogliendo o respingendo l’istanza stessa.
ART. 9
(accoglimento della richiesta)
L’atto di accoglimento della richiesta contiene l’indicazione dell’Ufficio presso cui rivolgersi,
nonché di un congruo periodo di tempo (comunque non inferiore a 15 giorni) per prendere visione
dei documenti o per ottenerne copia, alla presenza di personale incaricato.
L’esame dei documenti è gratuito ed il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo
di riproduzione ed agli eventuali diritti di ricerca.
In ogni caso, la consegna di copia del documento al richiedente deve essere attestata da
dichiarazione per ricevuta sottoscritta da quest'ultimo.
Se l'interessato chiede di ricevere tramite servizio postale le fotocopie dei documenti richiesti,
queste sono trasmesse, con tassa a carico del destinatario, all'indirizzo indicato nella richiesta,
previo versamento dell'importo dovuto per la riproduzione degli atti.
ART.10
(preavviso di rigetto)
Nel caso in cui si ritenga di dover adottare un provvedimento negativo, dovranno essere comunicati
tempestivamente all'istante i motivi che ostano all'accoglimento della domanda, ai sensi dell'art.10
bis della L.241/90 e s.m.i.. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli
istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da
documenti. La comunicazione interrompe il termine per concludere il procedimento, il quale inizia
nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza della
scadenza del predetto termine di dieci giorni. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali
osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale.
ART.11.
(non accoglimento della richiesta)
L'accesso al documento amministrativo non può essere negato ove sia sufficiente far ricorso al
potere di differimento.
Il rifiuto, la limitazione, o il differimento dell'accesso richiesto in via formale sono motivati, a cura
del responsabile del procedimento di accesso, con riferimento specifico alla normativa vigente, alla
individuazione delle categorie di cui all'art.24 della L.241/90 e s.m.i., ed alle circostanze di fatto per
cui la richiesta non può essere accolta così come proposta.
Il differimento dell'accesso è disposto ove sia sufficiente per assicurare una temporanea tutela agli
interessi di cui all'art.24 comma 6 della L.241/90 e s.m.i., o per salvaguardare specifiche esigenze
della Fondazione, specie nella fase preparatoria dei provvedimenti, in relazione a documenti la cui
conoscenza possa compromettere il buon andamento dell'azione amministrativa. L'atto che dispone
il differimento dell'accesso ne dispone la durata.
ART. 12
(cause di esclusione)
Sono esclusi dal diritto di accesso per espressa disposizione di legge:
1.1. I documenti coperti dal segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p..
1.2. I documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale riferiti a terzi
adottati dalla Fondazione nel corso di procedimenti selettivi del personale.
1.3. I documenti che riguardano atti amministrativi generali di pianificazione e di programmazione
per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.
Sono sottratti dall'accesso per motivi inerenti alla riservatezza di persone fisiche, giuridiche gruppi
imprese e associazioni:
2.1. I documenti relativi a persone fisiche o giuridiche, di gruppi imprese e associazioni, con
particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e
commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti alla Fondazione
dagli stessi soggetti cui si riferiscono.
Deve essere comunque garantito ai richiedenti, l'accesso ai documenti amministrativi la cui
conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici nel rispetto dei principi
fissati dalla normativa privacy (art.11, comma 1, lett. d) del D.Lgs 196/03), nonché nel rispetto
della procedura di cui all'art 8.
2.2. In particolare, l’accesso ai documenti riguardanti i procedimenti concorsuali per l’acquisizione
di beni o servizi o l’affidamento di opere in appalto, è escluso allorché emerga l’esigenza di
salvaguardare la riservatezza di terzi, persone, gruppi o imprese, in relazione ai documenti la cui
divulgazione possa costituire violazione del segreto industriale o della proprietà di brevetti (es.
schede costruttive, disegni tecnici, principi di funzionamento delle apparecchiature, impianti o altri
presidi sanitari complessi), ovvero possa ledere interessi di carattere professionale, finanziario e
commerciale.
2.3. Gli atti endoprocedimentali relativi alle procedure di gara per l’acquisizione di beni o servizi e
l’affidamento delle opere in appalto sono sottratti all’accesso. L’accesso a tali atti è consentito, una
volta aggiudicata la gara con provvedimento esecutivo e pubblicato, nell’ipotesi in cui il richiedente
dimostri un interesse giuridico concreto e attuale e collegato al documento richiesto.
Non è considerato tale quello volto a un’indagine di mercato su prezzi o altre condizioni praticate
alle ditte partecipanti a una gara.
In materia di appalti è fatta salva la disciplina speciale prevista dall'art.13 del del D.Lgs 163/06 che
detta disposizioni sull'accesso agli atti delle procedure di affidamento dei contratti pubblici.
ART. 13
(accesso a dati sensibili e giudiziari)
Le richieste di accesso a documenti contenenti dati sensibili (dati idonei a rivelare l’origine razziale
ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche o l’adesione a
partiti, associazioni od organizzazioni a carattere sindacale, politico, religioso o filosofico) o
giudiziari (dati idonei a rivelare provvedimenti in materia di casellario giudiziale, di carichi
pendenti, o la qualità di indagato o di imputato) riconducibili a soggetti diversi dal richiedente
devono essere sempre formali (ex art. 7) e dettagliatamente motivate. Tali documenti sono
accessibili solo nei limiti in cui la conoscenza degli stessi sia strettamente indispensabile per la
tutela e la difesa degli interessi giuridici dell’istante, ferma restando l’eventuale procedura di cui al
precedente art.8.
ART.14
(accesso a dati supersensibili)
Nell’ipotesi in cui la richiesta sia diretta a conoscere il contenuto di documenti concernenti dati
idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (cd. dati supersensibili) di terzi, l’accesso è
consentito unicamente ex art. 60 del D.Lgs 196/03 se la situazione giuridicamente rilevante che il
richiedente intende far valere sia di rango almeno pari ai diritti del soggetto cui siano riferiti i dati di
salute, ovvero consista in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale o
inviolabile.
Il richiedente, in tale caso, ha l’onere di comprovare il rango dell’interesse sotteso all’istanza e
l’indispensabilità del documento richiesto al fine indicato. Il responsabile della Struttura dovrà
valutare l’ammissibilità della richiesta, bilanciare gli interessi delle due parti, ed applicare le
procedure di cui ai precedenti articoli.
Ai sensi dell’art. 24 della L. 241/90 e s.m.i., sono ammesse forme di accesso parziali consistenti nel
rilascio di documenti dai quali siano stati omessi dati personali e/o sensibili relativi a terzi, non
indispensabili ai fini della tutela della posizione giuridica del richiedente.
ART. 15
(accesso alle cartelle cliniche)
Fermo restando quanto previsto agli articoli che precedono, l’accesso alle cartelle cliniche da parte
di terzi è ammesso solo se il richiedente comprovi la sussistenza delle condizioni contemplate
dall’art. 92 del D. Lgs. 196/03 e più specificamente:
1) che il documento sia necessario per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria di rango
pari a quello dell’interessato ovvero consistente in un diritto della personalità o altro diritto o libertà
fondamentale e inviolabile;
2) che il documento sia necessario per tutelare una situazione giuridicamente rilevante di rango pari
a quello dell’interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o altro diritto o libertà
fondamentale.
ART.16
(accesso ai documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici)
L'acquisizione dei documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici, ove non rientrante nella
previsione dell'art. 43, co. 2, del DPR 445/2000, si informa al principio di leale cooperazione
istituzionale, ferme restando le limitazioni previste dalle disposizioni in materia di protezione dei
dati personali (artt. 18-19 D.Lgs. 196/03).
ART. 17
(Norma di rinvio)
Per quanto non espressamente disposto dal presente regolamento si rimanda alla disciplina generale
contenuta nella L. 241/90 e s.m.i. e al regolamento di attuazione approvato con DPR 184/06 e alle
disposizioni contenute nel D.Lgs 196/03.
 

Attività

Comunicato

Per maggior sicurezza degli ospiti e degli operatori le attività animative e di gruppo sono sospese.

Continua l'attività di assistenza in tutte le sue articolazioni.

Riprenderemo la normale programmazione non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno.

il Presidente

Algeri Mauro

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